senza misure

cresci così tanto
senza misure:
il progetto perso
sarebbe prova
ed effetto, diletto
non concesso
realizzato effetto
ma dimesso
come ordine
imperativo chiassoso
tonitruante bagordo.
fragilmente
quel progetto
in ogni parte
falloso:
autentico
ed ancor più:
didattico.

…senza titolo…

colori tutti
della pelle
dell’uomo
che non sono
non sarò,
cangianti esempi
d’originalità
espressa a singhiozzo
quando la luna piena
s’inquadra
e muro regge.

amore abiurato

vivi d’andata sola
nella punteggiatura rada
nel bianco foglio
che fruga.
dall’amata impostura
che lotta di sé senza te-
brama lontana-
partner diffidato
forse amore abiurato.

libertà in soldoni

libero arbitrio
pesante pietra
su scampolo
semplice,
su ciò
che centro vive,
abbaglia di sé
destra, sinistra
diffida politica.
sul fulcro oliato
della bilancia
che sfianca.
libero arbitrio
tra alte montagne
riflesse flessioni
aste minori.
e ciò ch’avanza:
impertinente
attinenza,
ineludibile
complicanza.

…senza titolo…

morir lieto
lietissimo
presume
nell’affanno
dell’affermarsi
ricredersi poi.
perire
è esser
quello e
morirne.

distacco

ho fatto quadrato
su ogni lato
ho ingurgitato
sono stato masticato
ma non ne sono uscito
ahimè
nemmeno prelato:
adesso di chiesa
non si muore
ed io sto in alto mare
non ci piove
ammantato di distacco
bonaccia
tra nuvole
e cuore.

sotto la calce del sole

al di là della trincea
arriva altra deriva
mia soltanto
famelica digressione
sfavorevole commissione.
lontani aiuti
negate maestranze:
univoca direzione
sola azione
proteso alito:
panni stesi sotto la calce del sole.
al di là
altro steccato
s’installa,
nel lietofine irreperibile
orizzonte concreto
screzio nell’esserci,
immancabilmente fallibile.

linearità

discuti anche ad alta voce
su ciò che non avrai
fai schemi
su lavagna luminosa
su ciò che potresti
ed opera, opera a fondo
in silenzio: la fase profonda
è un bassorilievo discreto
che socchiude l’anima
facendo spirare il cielo.
cielo
hai sempre
nascosto la verità
no?
apri un sipario
e annetti la linearità,
lontana apocrifa
e lo stile
non del vincitore a forza
ma del manovale gentile.