nuovo giorno a braccia conserte

di yoklux

il giorno è lungo come le sue 24 ore

il tempo non è più l’inganno della produzione

non ha il fiato corto della frenesia

della macchina, della meccanica

claustrofobica serialità. soffia il vento

settembrino e la serenità del primo

pomeriggio è un premio. come i brusii

dei vicini al sicuro, con l’assegno della pensione

puntuale, il dialetto pacato, il pranzo che si fredda, il cane

che importuna la porta in legno della cucina. allora

l’uomo si fa alcune domande senza risposte

dialogando col frigorifero e le posate fredde

non stancandosi mai della leggera brezza e degli schiamazzi

dei bimbi, tutto il resto che conta ed è un pò di più

o un pò di meno. si basta. origlia, appoggiato al muro secco.

concedetegli l’appartenenza ai mattoni ed all’intonaco.

non è né stremato nè affranto, ha solo

tutto questo tempo per sé

per il sole, il cielo, il vestito buono

la domenica di tutti i giorni. tutto il tempo

per non fare niente.

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