i sassi nella testa

di yoklux

ma nella testa che c’hai, i sassi?!

così gli urlava ad un centimetro dal naso,

sputacchiando, l’amichetto. poi si ricominciava

colle bugie, i finti baci, le sciocchezze stupidine

a pochi passi, per le ragazzine -candide,

fresche come neve, vita nuova, promessa.

la gioventù l’ho vissuta anch’io così a tratti,

sincopi: ceffoni, cadute, spintoni, ginocchia sbucciate,

sanguinanti torrenti ed ematomi silenti.

lacrime di coccodrillo, urla pungenti, esagerate

roventi, pandemoni massacranti e silenzi

avvolgenti. quel bambino non aveva un intelligenza

brillante quasi certamente, non si meritava

per nulla al mondo quel trattamento infame-

così simile a noi, agli altri prima:

non eccelleva, mediamente a galla come la pulce

sull’acqua, ma la pulce sull’acqua danza ed io

ho scritto questo per fare ugualmente

ricamo di gioia, senza rimpianto.

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