primordiali non liberi

di yoklux

lo sguardo fioco dell’operaio

la stragrande maggioranza silenziosa

nella solitaria pupilla

la poesia della macchina

il fischio, la mensa, l’ordine, la campanella

ho perso tanti uomini

negli stessi reiterati gesti

tante virtù, che poi non sono che vizi

insolenti ed ingrati

ma non perdo mai la concezione del tempo

la mania della precisione civile:

scalzi siamo,

torneremo liberi

non per umanità.

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