le abitudini

abitudini calmano
corsi ed improvvisazioni.
il battito rallentano.
per questo si sceglie
penombra,  sussurro.

piccole piccole cose

sì, le piccole cose-

ebbene lei s’è appena arrabbiata

ce l’ha con me

solo ch’io non rammento perché

da sempre smemorato d’amore.

però comprendo:

quel dì

che le sono apparso come diverso

ad un passo di danza accennai

è che non sapevo

davvero

ballare

quel

ballo.

irragionevolezza della gioventù

dicono

quando non ci saranno più

allora

sì ne sentirai forte la mancanza

di padre e madre-

si ricorda sempre più facilmente il peggio

non si apprezza mai

ciò che si ha tra le mani

tuttavia

una parte di ragione c’è

ed anche se vigorosi liti hanno martellato i rapporti umani

in svariate occasioni

bé, la realtà vera è

che

la solitudine brucia

e

che puoi dimenarti quanto vuoi:

gira la ruota

non è rosso o nero

non si vince nulla di più

alla fine è nero seppia sempre

e sferzate di sangue

rosso sotto.

la lista

cosa c’è da vedere oggi

di interessante

faccio la lista per te:

il rosmarino prostrato

coi suoi spunti violetti;

il melograno piccolo

che raggiunge il sole;

il sole tiepido

di questa anomala tropicale estate mite;

il silenzio dei vicini

mai troppo silenti;

il gatto rossastro sotto

l’automobile;

poi c’è l’idea del pranzo

il colore del cielo

la finestra con la zanzariera

ho dormito

ma mi sono svegliato presto

è l’abitudine;

il concertino per violino ed archi

di veinberg

la colomba tubante

l’aereo che mi sorvola

io

in questo lieve formicolio

di fondo.

ricordarmi di tutto

come ricordarmi d’essere vivo.

acuto sudore

continuamente chiedi

e sottendi e non ho che la forza

delle piccole cose

del travaglio, del laboratorio

giornaliero col suo carico umano.

è questa la povertà? non credo

se per povertà si crede

pochezza di cose, quella vera

è di tutti giorni

dove il tuo sguardo non cala

se non per acuto pudore.

la forza

la notte come la blatta
esce la forza intatta
accende e riprende
della natura le cose.
non accender la luce:
c’è già sole, da sempre
schiariscon idee
dove esse son già:
da sasso vien scultura.

sotto sopra.

oggi sotto le poesie di dan fante ho trovato il tuo respiro

sotto il cuscino ho trovato il tuo collo dolce

ed un pensiero (tipo quando la smetterà di trascurarmi

e preferirmi la letteratura anche sul divano…)

sotto le magliette una gioia composta, inattesa

sotto il divano molti aggettivi inutilizzati e verbi stanchi.

oggi trovo soprattutto sotto, sarà che sopra c’è quel silenzio

assordante, domenicale. non mi piace la domenica,

preferisco di gran lunga il sabato, specialmente il mattino.

pare così pieno di promesse.

lietissima novella nera

sacrifichiamo così tanto al lavoro

quasi il lavoro è tutta la vita

tronfio annuncio perciò

un lungo abbondante sciopero:

mi ritirerei monaco in una grotta

ma con luce, acqua, gas

perchè -ahimè- quanto scotta

si sa specie alla sera

la povertà nera.