ordine disordine e caos

di yoklux

permeati di caos come nuvole folli spazzate dal vento freddo
tra questo subbuglio ed un irrefrenabile razionalismo da parata
una marcia costellata di cadute più o meno rumorose, cacofonia
un precipitato insolubile nell’umor vitreo scosceso, scivoloso
battiamo denti come eschimesi privati dell’iglù
come lumache nel giorno dell’eclissi parziale
con antenne allungate, tumefatte, cercando l’inesprimibile
che voremmo metter su carta da aereoplanini sghembi.
ed io so che gli aquiloni non so far volare.

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