agli artisti fragili e ad altri cadenti

di yoklux

qualche terra abbisogna di qualche eroe

e di tanta sabbia per nascondere la loro

sincerità pietrosa, involontaria saggezza scontrosa

non per strategia per atto, non contratto

e c’è una soffocata rabbia che come germoglio s’inviluppa

sbotta e s’attorciglia, sfianca nell’estremo

pubblico parapiglia, s’intigna. nell’alba pietosa

degli scalzi imperatori il nostro sudore spinto

cadrà tinteggiando quadri d’aria cheta

di quegli avvinti eroi atterriti, borghesi imbolsiti? o solo insana

salamoia avanza come ercolano dopo sconquasso

e pulci e stracci, muffe, maleodorante politico intrallazzo?

al fine non ci sono più eroi di questi giorni

se nulla o poco si salva, si può.

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