andare, camminare, lavorare e che sia poesia!

di yoklux

Pietro non ha il lavoro
è anni che è in cerca
in Italia tutti cantano in coro
quando hai cinquant’anni
nessuno più ti darà lavoro
che ce l’ha se lo tiene stretto stretto
anche con la lingua.
chi non l’ha, bè…
só cazzi suoi, è uno scansafatiche, un cerca rogne
è fuori dal ciclo produttivo, non serve più
così Pietro passa le sue giornate
tra casa e pub
ed un amico senza una gamba
perduta in un violento ed incredibile incidente
di periferia a motore.
il tempo s’è fermato per Pietro
che non guarda indietro, mai
ma davanti non vede
perché se non sei consumatore
cosa sei?
fascista non potrà essere
perché non è politicamente corretto
nemmeno comunista
che non gli piacciono i bambini
non è di centro
perché non sa da chi essere equidistante
è forse attendista, opportunista?
tutti siamo attendisti,
è colui che è in attesa, non sceglie un fronte perché è il fronte.
cosa attende?
quella svolta epocale
di cui parlano i libri
sottovoce alcuni liberi pensatori
di cui alcuni personaggi con le mani callose e sporche
in via di estinzione
dipingono certi strambi sogni
visioni d’uomini evoluti
fantasie che demoralizzano
anche il più tosto piccolo bastardo dei sognatori incalliti.
l’uomo è purtroppo un immondezzaio sciocco
che trascina nel baratro
pure la sua ombra di paradiso.
e se le idee anche son buone
sta pur certo l’umanità
viene a mancare.

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