eh, mi sa che aveva ragione Michelangelo

di yoklux

ah, che bella la natura
quell’immagine sublime
pastorale, ancestrale, letterale
che fa tremare il cuore
le case, le chiese come polline
sul pistillo, vapor delle nuvole
nelle grondaie, scrosci barocchi
tonfi, sconquassi.
di corpi continui salassi
sotto tetti, solai, capannoni, vivai.
squarcia e libera di moccio
annacquato e grigio i campi
dalle recondite viscere
che si trasformano, copulano
sgorgano e suppurano.
come è bella la natura
che crea, c’è indifferente
non piange né ride
nemmeno come salvagente
parla alla gente.
ah, che meraviglia
l’acqua dell’oceano immenso:
coralli, pesci colorati
paesi smembrati
cancellati dall’inchiostro
della possente marea nera
buio di notte sulla terra, tsunami.
splendida la natura terribile
siam già fossili
come dolci candide
Heidi immobili
pascolando pecore
ammorbati, non scaltri
imbalsamati. e salmoni
che non ritornano
fioriti dei più nobili
intenti ignobili. fetenti.
e che che quel dio buono
non ci cerchi più
non ci perdoni
non ci ami
si levi per sempre
dai coglioni.

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