senziente senza niente

di yoklux

il politichese scioglie le remore
l’interno delle viscere
che poi nel vespasiano
si voglion libere:
ciò che siamo non lo dobbiamo
a nessuno, forse a padri e madri
che han fatto i calli, maneggiato
eternit, sniffato idrocarburi
delegato a ladri, falsi, traditori.
quel che è delle generazioni
rimane, si trasferisce
un quarto di ricchezza
solo dobloni: l’umanità latita
e nemmeno quella in toto:
nemmeno quella salva
l’intelligenza non milita, debilita..
la bulimia, l’arroganza
queste daranno un taglio netto
finale, cerebrale e carnale.
pensa ad un vuoto verde
privo di bipedi, senza carne senziente
né figlio di primate che mente.

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