fiori di primavera

di yoklux

——————————————ad A.I.

ho avuto vent’anni, mi pare-
qualcosa di sfumato ricordo
come il satellite distante
che dalla sorella grande
ogni anno, d’alcuni centimetri
s’allontana inesorabile.
ricordo l’impossibilità
di starsene con se stessi
troppo a lungo -il drago
inarcava le sue spine
infilzando nella carne piena
gl’affilati artigli puntuti.
la gioventù va sorseggiata
come il buon vino.
e la solitudine d’un inizio
diluire si può nella serenità
d’un placido caldo proseguire.

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