il giorno libero è andato

di yoklux

capita di essere sopraffatto dalla paura
accendersi alle cinque del mattino come non aver mai dormito
senza aver ma sentito il cicaleccio gioioso
degli uccelli svegli prima della sveglia del mondo
accorgersi lentamente di essere vigili e forse reattivi
con la mascella bloccata su un ghigno sotto tono
come la voce afona e non tridimensionale del telegiornale
capita – come dicevo- di non essere preparati ed arrancare
come un rotolo di sterco appallottolato dallo scarabeo stercorario
invece rotolare pesanti pesanti come cemento disarmato
ma il giorno è così vicino e le stelle così lontane
vi prego, non svegliatemi più a quest’ora: è il mio giorno libero
e non sopporto le interruzioni fuori programma
ed avrò tutto il giorno nuovo un’espressione
tra la meraviglia e la cocciutaggine e non mi crederanno sobrio
disattento e noncurante
e lo sarò sicuramente, alla faccia dei benpensanti
dei colti, dimostrerò la mia intelligenza cinica
la mia disumanità spicciola, insicura
mi malediranno, ma creerò il mio mondo
alla faccia di tutti gli antenati e dei loro padri morti e sepolti
come piante perenni da esterno rifiorenti.

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