sotto la pelle

di yoklux

la bestialità umana
è cosa nota, anch’essa natura:
come fiori, cielo.
grandine
che distrugge fragili
foglie,
sole che le dissecca
e macchia di scure chiazze
soffice pelle indifesa.
ma non possiamo
perdonare. onorare
la civiltà che ora
consuma
e basta, che fu erosa
dal dolore, dalla pietà
dissolta, non voluta
osteggiata dalla vendetta
dalla sete di sangue.
i bambini non possono
che giocare
con le macerie: tutto
prima o poi,
ritorna alla luce. tutto pare
differente. eppure
la bestialità latita
delinque sotto la pelle
nel ciglio nobile d’ogni tempo
sotto il ghiaccio della superficie:
lì giace la forza bruta, disumana.

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