dietrologie patologiche

cercandomi
dietro osservo
mio padre
lo stesso
via dicendo
eterna cervicale.
ho la naturale
compostezza dell’attesa
franca: per qualcuno che vivacchia
pare abbastanza
allora col sorriso stampato
e pepato, vivacchio, con le mani
inoccupate, l’asciutta fronte
nei pantaloni il peso.
non è nostalgia
né dietrologia
o apatia, è una dolcezza
stantia che fa calore
col dolore minimo
d’un mimo.

Parole, parole, parole:

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