precari cari

abbiamo fatto la guerra al mondo
abbiamo bruciato corpi e coscienze
abbiamo creduto amato desiderato
siamo stati rasi al suolo, bombardati
depredati schifati ghettizzati vomitati
le peggiori nefandezze, gambizzati
abbiamo ricostruito e ci siamo arricchiti (pochi)
dai campi di sole sanguisughe e fatica
all`oppressione dei capireparto in buie fabbriche
ora a cottimo fattorini in velocipedi carini
poi robotici incalzati dalle macchine
abbiamo conquistato un barlume di civile
e ora come il reflusso della maree
o dell’acidità di stomaco
saturo di carni, odori, intingoli
torneremo come sempre siamo stati
improvvisati momentanei precari e servi

Parole, parole, parole:

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