i suoi primi novant’anni

cazzo se mi preoccupa il dolore
ne ho una paura fottuta
al minimo acciacco
giù d’antidolorifici
ansia e terrore
ho visto le facce stravolte dal dolore
dei miei nonni sul letto di casa
il viso giallo smunto di mio padre
e non vorrei fare la stessa fine
ho un timore ancestrale
e poi sopportare cosa, perché?
non c’é alcuna redenzione
dei peccati espiazione.
io non credo a dio
non mi convertirò a qualche setta
negli ultimi minuti
alla luce in fondo al tunnel.
resta l’illusione
spacciata da media e capitale
che la vecchiaia non incominci mai
che ad ogni anta
si ricominci da capo.
la realtà più diffusa d’ogni baraccone sognante
è il dolore
ed io non l’accetto
e non accetto una vita che non finisce
la demenza, il pisciarsi e cagarsi nei pantaloni
col pannolone come un bambino
e le gambe che non portano più su un prato
a leggere sognante la natura megera
le sue schifose regole.

3 pensieri riguardo “i suoi primi novant’anni

  1. per me il dolore fisico è peggio della paura della morte.. ..Però a volte il dolore arriva un poco per volta ( per le donne ad esempio…) e sembra che poi non sia sto gran che. Ma se ti assale pesante e irrimediabile e che sarà l’inizio della fine nelle case di riposo, negli ospedali…allora ci auguriamo tutti che sia breve…..Mi ci hai fatto pensare e credo che quando si è giovani si ha più paura del dolore…io sono già più preparata….forse. Poesia lucida e cruda come una tenda di plastica in sala operatoria…molto efficace !

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