canto abbandonato

già l’autunno mal digerito
non per fiori e colori
nemmeno per odori
lievi tepori, ovattati suoni
ma per tendenze
pochi sguardi liberi
cenni e dolori
l’autunno delle chiuse
finestre, del cader degli steli
pochissimi fiori di fuori.
l’autunno della cucina sui fuochi
ciambelle, torte
tagliatelle, lasagne, tortellini
sughi, burro e salvia
manicaretti complici, piccini
dualità di quest’età malinconica
preda della confusione
derisione d’uccelli
che sol per campare
ti desiderano, tra le persiane
scrutano sui rami ed armonia dei canti
per ora abbandonano inani.

2 pensieri riguardo “canto abbandonato

Parole, parole, parole:

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