dominatevi

di yoklux

dominatevi allo specchio
e non cedete alla tenebra.
il solitario canto funziona
in una terra di solisti opportuni.
scaldano la sedia e mutuano
discordia e insolente anestetica
apatia, ma cercate sempre il suolo
e di sopra il puro cielo
delle rondini e i canti.
non c’è nulla di male nella caduta
e risalendo la gioia del soliloquio
in un’agorà anche ingordo
opportunista e licenzioso
ma che incarna la carne di festa
libra l’anima all’eterna fusione col mondo.
eterna sia la collaborazione
coi fiori, le piante, gli esseri tutti.

anche se diluvia sarà vita che splende.

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