*

mi faceva leccare la sua giovane fichetta
io ero bevuto ed affamato di labbra
succhiavo tutto come una sanguisuga
buco nero del piacere, dei dolci secreti.
mi faceva star bene, ero d’una felicità
momentanea ma acuta -come un animale
tutto istinto e pulsioni, dove il sole non batte.
là sotto m’inturgidivo tutto e da solo venivo copioso.
per altre venti euro m’avrebbe dato pure il culo
ma allora ero schizzinoso, così m’accontentavo beato
e succhiavo, succhiavo. era l’unica cosa che mi facesse
sentir vivo. ero una macchina su di giri
motore sbiellato, attendevo -speravo
la vita si mettesse in moto, s’involasse:
doveva accendersi pure una scintilla
in qualche modo e questi bagliori di carne frollata
m’illudevano di qualcosa e qualcuno.
è bello sbagliarsi poi. da lontano
sembra tutto più piccolo. effimero.

3 risposte a "*"

Parole, parole, parole:

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