*

l’operaio è un sogno infranto
la luce fioca che la falena attraversa.
quei giri a vuoto tra la doccia
ed il letto. il dormiveglia tra le cicale
che non dormono e tutte ad un tratto
come ad un vuoto teatro all’aperto
tacciono. ora che mi guardi attento
vedrai il senso opaco, il germe
della discreta malinconia e i calli
sulle mobili mani, come segnali.

Parole, parole, parole:

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