gli ultimi

i nostri anelli deboli
poveri senza lavoro
senza casa con una dignità
flebile, un io esterno
da qualsiasi malleabile
forza instabile e la paura
d’un fascismo strisciante
morto tempo fa appeso
e stuprato, nelle strade
e nelle urne, nei viottoli
ritornante negli oppositori
infartuati di progresso:
l’identità il paese la nazione
è tutta una questione
di rappresentazione.

Un pensiero riguardo “gli ultimi

Parole, parole, parole:

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