*

nebbiose colline
alle cinque del mattino
c’è il gallo che canta.
violano nuvole d’insetti
l’umido ed ampio
spazio aereo.
il creatore non s’è sbagliato
se c’ha fatto ad immagine e somiglianza
c’avrebbe voluto
in armonia con tutto questo
col ronzio, il suono della terra
perforata da milioni di vermi e formiche.
ne sento il rumore
il clamore e l’odore-
v’ascolto da quassù
con tutta l’inerzia del caso.

Un pensiero riguardo “*

Parole, parole, parole:

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