*

sballottati come palline da flipper
in una scoraggiante pochezza
disarmati e disarcionati da una messa
di potentati inamovibili
io guardo sconfitto il mio stato
mi perdo negli uffici, convesso nei concavi
in un’idea qualsiasi d’organizzato
ed equo. il compostaggio ostile
dei dirigenti. la massacrante battaglia
per il bene. assuefatto e afflitto
vessato e dimenticato
tengo nelle mani il sapere
dei padri. so di un rubinetto
d’una catena di bici. della stoppa
della candeggina nei sanitari.
so del bianco delle pareti
di casa. candido bianco
che do come l’ultimo santo.
come l’ultimo degli ultimi
senza fratelli, senza sorelle.
un unico padre che può difendersi
coll’amore, nella trascrizione della virtù
d’un sacrificio comunque inattuale.

Parole, parole, parole:

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