bulldozer

son equilibrato, non mi son mai suicidato
a datori e sfruttatori mi son dato
o alla stessa cosa assieme
donato a capitani coraggiosi
e strani animali asociali
ma solo per salario mendicato
ed un senso del dovere innato
però so di pomeriggi domenicali
sfranti come oggetti dimenticati
il vacuo buio d’impresa solitaria:
giro del mondo senza sfogo e senza sfondo
picchia forte sui vetri come grandine la vita
lo fa con la tenerezza semantica del bulldozer
come dopotutto pur la morte e i suoi tempi.
e della sorte i giochi teneri e contorti.

Parole, parole, parole:

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