stellato

io i libri li comprerei tutti
anche quelli che non voglio
leggere, che odio, che macero
nel calderone degli ostaggi.
tenerli vicino alle pelle
è una benedizione di bene.
e l’odore compassionevole
della cellulosa ci rende senzienti
ed umani quanto basta
per non degradarci nel fiele
come quando si guardano
le persone camminare
dalla finestra -formiche
che seguono un ordine superiore
ma non si vuole partecipare
facendo maschere obliterate
lasciando pizzini d’indifferenza.
e non è la ricetta di un cuoco
stellato, nemmeno uno stacco
di melensa cecità: è calda coperta
che fa la pelle d’oca sul dorso.
uno schizzo d’impulso elettrico
che fa i pollici opponibili
anche negli urli sfranti di guerra.

Parole, parole, parole:

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