tentacoli

le patate frullano sobbollendo
sulla cucina un poco sporca
fradicia di condensa e schizzi
(ho cucinato pensando a te
sino ad un attimo fa
mi sono persino bruciato
i peli del braccio destro
sui fornelli roventi
una prova per stomaci forti
una prova per uomini duri).
il buio ha raccolto
tutte le sue forze
e s’è steso sul povero quartiere:
le luci dei pochi negozi
ancora aperti tentano
d’infrangere il muro del pianto.
dicono che i ruoli sono mutati
che l’uomo può piangere
lacrime di coccodrillo
non è più scandaloso
non è più un tabù. l’uomo
è un poco effeminato.
la donna s’è virilizzata
forte e senza pietà
ha strappato la gonna
caricati i pantaloni
diseredato il passato. dicono.
dicono che la donna
può lavorare sino a svenirne
tornando alle nove dieci di sera
con la sigaretta in bocca
e la faccia un po’ triste
mentre altri dormono sul divano
e non la sentono arrivare.
la famiglia è un concetto variabile
e seno delle peggiori sconcezze
e violenze. dicono tutto questo
ossessivamente. lo ripetono
con forza all’unisono.
come braccati dai lupi
ci si rivolge ad una luna cieca.
dicono che un uomo e una donna
non possono più stare insieme
dopo una scopata. meglio soli
a casa facendo shopping on line.
nel frattempo qualcuno
da qualche parte
è comunque felice
o in una sua accettabile approssimazione:
ogni quindici minuti
guarda fuori dalla finestra
aspetta una chiave lenta
girare nella toppa
alcuni rumori semplici
riempiono una giornata
di sole.

Parole, parole, parole:

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