resettamento nucleare

la blatta corre rapida sul pavimento
come un puntino nell’universo a stento
la natura è davvero un portento:
dopo una possibile guerra nucleare
quella e i topi resteranno i soli a fornicare
noi spiaccicati sui muri muti
a pezzetti combusti sui rami frusti
degli alberi scheletriti, rinsecchiti come detriti.
ombre degenerate in silenzi infiniti
la nostra innaturale boria ancestrale
ridotta al mercoledì delle ceneri, figli degeneri.
nella storia dell’uomo si resta se vincitori
ma quale testimone carta o hard disk
sopravviverà se non una creatura fuori luogo
finalmente in pace colla natura ed il bastone?

Parole, parole, parole:

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