i sassi nella testa

ma nella testa che c’hai, i sassi?!
così gli urlava ad un centimetro dal naso,
sputacchiando, l’amichetto. poi si ricominciava
colle bugie, i finti baci, le sciocchezze stupidine
a pochi passi, per le ragazzine -candide,
fresche come neve, vita nuova, promessa.
la gioventù l’ho vissuta anch’io così a tratti,
sincopi: ceffoni, cadute, spintoni, ginocchia sbucciate,
sanguinanti torrenti ed ematomi silenti.
lacrime di coccodrillo, urla pungenti, esagerate
roventi, pandemoni massacranti e silenzi
avvolgenti. quel bambino non aveva un intelligenza
brillante quasi certamente, non si meritava
per nulla al mondo quel trattamento infame-
così simile a noi, agli altri prima:
non eccelleva, mediamente a galla come la pulce
sull’acqua, ma la pulce sull’acqua danza ed io
ho scritto questo per fare ugualmente
ricamo di gioia, senza rimpianto.

un oceano senz’acqua

hai troppa passione

toglila.

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*

ho un attimo grande come tutto il mondo
per l’acqua ritornante (tutto ridiventa:
come il sangue dal donatore
l’ispirazione dal quadro fisso secolare
il colore dall’arcobaleno appeso, liquefatto come Dalì
le interiora in un pasto senza tempo, senza danaro) sembro
questa nuova consegna dall’alto
anche se prima o poi sarò, come regola, beato commiato-
oggi, giorno fulcro di schiamazzo temporale:
precipita l’acqua
ticchetta, preme
sulle foglie, i tetti,
idrata le rosolate marsigliesi
in fretta, picchietta;
sfiora per sua presenza
gli assi cartesiani del tempo, tormenta
per peso e sostanza.
forma corolla di puri umori fulgidi tardivi
corona turbolenta di vapore freddo, pigia sulla capoccia
calda, non fa
ch’evaporare qui: pioggia riconsegna
il sorriso candido
la mano umida di pace
che la terra da sola m’ha tolto
abbandonandomi
tra un’idea di cielo
e la radice bitorzoluta del seme nel fondo denso
ferroso, di lombrico.
ed io non sono pianta,
non dico-
anche se nessuno
crede. apparendo
e dormendo farò
l’idea che serve
a farmi ritornante
nella mente fredda.

oggi scherzo con la vita vera

diavolo d’una canicola
mattina già graticola
sulla fronte sale ed acqua
come città fantasma
svuotata, affetta d’asma.
mi sorrido come al lido
senza sdraio, ombrellone.
mi piace la burla col dizionario
ma son solo svogliato
svigorito dirimpettaio.