amare il tempo

stamattina ho guardato mia madre in viso
e mi sono accorto che è diventata
vecchia, come un fulmine a ciel sereno
come un improvviso crampo allo stomaco
come un lampo di luce buia.
l’ho guardata negli occhi come sa un oculista
senza apparecchiatura diagnostica, senza compassione:
ho visto la pelle rugosa i capelli con la ricrescita
la smorfia del tempo, tutte le sigarette fumate
la malattia di mio padre, la fatica di accudire un figlio
fare la moglie, la madre, la spesa, il bucato
lucidando i pavimenti di marmo, spolverando
le pulizie dalla ricca signora. eravamo seduti a pochi centimetri
uno dall’altra, non so se lei se ne sia accorta, se ha lasciato
aperta una porta, io ci sono entrato senza permesso
sono andato avanti lo stesso, come un carro armato sovietico
merito di vederla ancora, sangue del mio sangue
spero serva a qualcosa, costringendoci a condividere e comprenderci
aiuti me a stare dalla parte sua, la parte giusta
quando mio figlio avrà la stessa luccicanza
e benevolenza. umile mutua sacralità dell’esperienza.

ululato per amare

ora per farmi capire
che vicino mi vuole, ulula:
fa il piccolo lupo
che alla spicciolata il padre
vuol imitare: è il semplice
amare.