quanto basta

lei ha comprato il servizio di piatti

frullatore, lavatrice.

lui scolapasta, pentola

ed un casco. la convivenza

si appoggia a stoviglie ed ammennicoli vari

come la vite in primavera.

lei ha già affidato la caparra

all’agenzia per l’appartamento carino

garage, terrazza con giardinetto

cane disegnato ed i bambini pensati. poi

lui e lei litigano per sette giorni di fila

l’amore non è bello se non è litigarello, dicono-

all’ottavo giorno a lui basta un sms

si mette il casco ed esce con gli amici

o da solo non importa, non tornerà:

amore svanito.

magia finita

ancor prima di cominciare.

giorno di notte

col vaso d’eco il fiore secca

voci scompaiono nuovamente

come stanotte nebbia

si chiama dormiveglia

col sudore, rughe, a terra

bianchi capelli.

e viene cielo,

che non solo agli occhi miei

basta.

algebra infantile

se mi chiami
non rispondo:
rotolo piano
dopo affondo.
il mondo si smonta
senza saperlo.
io ne sono il tarlo
mi basta volerlo.

pur se potesse

geme altro dolore il dolore
pur se potesse spingersi nel bene
qualunque minimo candore
nel sé che non è, schierandosi
come l’ago di bussola,
parrebbe comunque questo
sempre, è quanto, basta.