luglio ti vorrò bene

le cicale sono dappertutto
le persone no
le cicale cantano
le persone stanno in silenzio
aspettano l’autobus
a capo chino
immerse nello smartphone
i vestiti leggeri
quasi vivaci
ragazze con l’intimo risicato
i grandi e bei culi
labbra di sole rosso carnoso
occhi furbetti e sbarazzini
gesti leggeri
quasi accennati
il trambusto della via maestra
traffico, tra poche ore
il caldo sarà così intenso
che i cavalletti degli scooter
lasceranno una testimonianza
sulla strada bollente
il bitume è la nostra storia
i graffiti di una cultura
che si compiace
e si dispiace
e si distrae:
tutto il benessere
sta nel paniere
dell’istituto nazionale di statistica.

*

vicino il tramonto
l’alba lontana
tu vieni con occhi
io vengo col cuore
ci troveremo
a metà strada
con desideri
e parole?
amenità varie
senso, storie?
tutti i viaggi
contengono memorie
che sian tortuosi o lineari
siam nati bene o male
per trovarci
siam nati bene o male
per provarci.

tutto bene

si gioca
a fare i duri
i forti
i puri.
la gioventù si brucia.
una volta sola
e poi non resta
che il rimpianto.

la nuda coda della lucertola

non abbiamo abbastanza respiro

e fiato

per sentirci tutti figli d’una stessa madre.

è che sembriamo

sbagliati sbagliati sbagliati

anche quando siamo nel giusto.

la congettura del sapiens

è la pace col mondo

quando non c’è serenità

nemmeno nei desideri più elementari.

tentiamo una involuzione:

radichiamo il bene

le foglie seguiranno.

m’autoassolvo

sei coro di no
sculacciata continua
ma io non so darti via
anche se sei già ora
non più mia.
non sei stata
appartenenza, piuttosto
convivenza,
in contemporanea d’amore
singola mania di sicurezza,
indipendenza,
confusione di ruoli
e gioco di dadi-
che di strada ne hai fatta poi
tra appartamenti,
presunti miraggi,
sogni sfatati…
va bene, va bene
ti lascio libera
così che di libertà pretesa
non saprai che fartene.
ed io capo di me stesso
tra me e me
nuovo vecchio
darmi ordini, lenire.