buio, notte alla finestra

le aperte stanze
è tutto un vociare
dei fiori i profumi.
mi metto da parte
e ti metto sull’altare:

tu vai a dormire
io resto ad ascoltare
il verso del gufo
che pare un antifurto

non avrò nulla da dirti
preciso resto all’ascolto
seduto alla finestra
son curioso del mondo
ch`avanza nella stanza.

mi verrebbe da dirti
ma non mi dedicherò a te
perché il polline satura
la nostra occulta natura:
i fiori incauti nella città folle

parafrasi del buio

scoprirsi mancante
come terrorizzato amante
tuffarsi nel gretto, nell’osceno
come un treno. rivelarsi incompleto
come elica di dna modificato nel ritratto
eccentrico quadro astratto.
una realtà cubista: tutte le facce
non sono una sola ed una sola centomila.

in lontananza nel buio

un ricordo così breve

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confliggere

eccedere nel buio notte dell’ingratitudine

sonnecchiando, attendendo buona nuova.

non volermi male, tienimi ancora un po’ alto:

è che cerco quel che ci fece confliggere.

poi rinascerò in nuove spoglie, smentite.