debole carne note sublimi!

la musica m’ ha salvato più d’una volta

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dell’assenza

immensi di luce sentirsi

i raggi cantando, barbari furori.

il cielo non ci vuole di carne.

 

specchio, specchio delle mie brame

abiuro questo tempo immondo
che mi prende mi lascia
mi brandisce come un’ascia
m’offende, mi penetra, mi ferisce
mi scaccia come una lurida bagascia
mi istiga a bische di gioia.
io non sono cera, né creta leggera
non sono mito, carne, pesce
né buono né cattivo
né eletto né infetto
mi chiamo perché mi hanno:
vivo già vissuto.
fortunoso driblare
mi piaci, mi sferzi, mi garbi.
paio più vecchio, più noioso
stamattina senza taglio di barba
e sono. specchio, pace fatta:
smetto il concetto
mi butto a letto.

a pessoa

sei quello che scegli
prima, durante, dopo.
anche ciò che è fantasia
d’utero materno:
carne, pensiero, vita
e morte che esige.

…senza titolo…

Passa ancora la notte
io, gli occhi…
tutte le abbiamo viste
notti che non dormono
immobili come suppellettili
prova di dimenticanza
oscurità infinita.
Come un incubo
sulla terra caduto
fatto ossa, nervi,
carne, sospirate ansietà.