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tutto nella città fredda e di nebbia
vien messo da parte, tutto ciò
che non ha valore, ai lati della tela
come esausto colore. al centro
il capitale, ogni giorno più forte
l’uomo più incolore come un errore.

la città al sabato

la città al sabato
si leva il suo grigiore
è un momento d’evasione:
i bambini che giocano
gli adolescenti che fremono
sudano amore ed ardore
i vecchi che abbandonano un attimo
le sedie dei padroni, notti di sballi
corse e perversioni. la vitalità
non l’argini, la pianta potata
più di prima attechirà
come l’uva i suoi acini.
si riprende gli spazi suoi
l’infinito dei nuovi generati.