la coppia si copia

in silenzio sto
per ascoltarti
e non dici nulla
farfugli
che è meglio o no
sembrare. e
poi dici, non dici:
non è semplice
comprendersi
anche quando ci si dice
t’amo: lontani
come il pesce
e l’amo o troppo
vicini come l’esca
e il danno.

copia mia

labili sguardi incostanti.
delicati, aspri.
a vederli
tutt’assieme
avrebbe misura
l’insieme.
se l’universo
limiti avesse
quegl’occhi
a picco non colerebbero
anche per lo screzio.
e sarebbero specchio
dell’anima integerrima
pura. ma la purezza
è una chimera
ed il vuoto
non ha colmo.

*

ti penso
o no.
ti penso
o non ti penso
ti credo
e ti penso ed ancora ti ripenso

senza scompenso:
di questo passo
tu ne fai quattro
nel mentre io
uno soltanto

(oppure son quattro
anche per me:
magari avanti uno
indietro tre).
è la dialettica
della coppia
che se non scoppia
nel tempo
si copia.

leggi e poi copia

ricordarsi d’aver vissuto
anche per gli altri.
nel dormiveglia celebrando
un desiderio per davvero.
dimenticarsi d’esistere, per se stessi.
elaborare il lutto
per non tremare come sassi.

copia

la mattina è iniziata come sempre

caffè, biscotti, l’angoscia della radio.

amiamo rivestirci uguali, come copie.

a volte incontrare i lacci delle scarpe

è pure un’impresa ed io oggi non vorrei

incontrarti. se solo sapessi tutta la fatica

ed il sudore. manchi di gioia e piove melancolia..

tuttavia l’uccello fuori attende le mie

briciole ed il mio umore impenna

come olio sulla padella bollente:

un’altra impresa si farà.