la normale compostezza delle cose

a quest’ora la casa è fredda e umida
anche io sono freddo e rigido
le cose non escono. vorrei
un divano nuovo, solo il tortora
non lo digerisco. fuori c’è nebbia
e le goccioline su tutte le piante.
accarezzo delle idee e penso.
qualcuno ha appena colpito una parete
con qualcosa ed il frigorifero
acceso geme e scrocchia
come fosse vivo e lottasse
assieme a noi. siamo i nostri
amici migliori. aspetto che gli altri
si sveglino. quando lo saranno
sarà la vita a farci parlare ed attendere
ancora. come sempre accaduto, prima e dopo.

piccole piccole cose

sì, le piccole cose-

ebbene lei s’è appena arrabbiata

ce l’ha con me

solo ch’io non rammento perché

da sempre smemorato d’amore.

però comprendo:

quel dì

che le sono apparso come diverso

ad un passo di danza accennai

è che non sapevo

davvero

ballare

quel

ballo.

che cos’è la poesia

sei alla ricerca dell’armonia, della musicalità, del suono

ma anche del rumore della città, della macchina

allora

scrivi aspro come montale, scrivi tenue e

conciso come penna, scrivi di covoni come bertolucci

scrivi contorto come rosselli e de signoribus

armonioso e lirico come pavese

il verso libero di pasolini

la rima giocosa di scialoja

scrivi d’enigmi e della vita reale

fai il filosofo (non ti debbono comprendere

subito)

l’inconcludente beffardo

l’integralista bastardo

la poesia deve essere così e colà

aggiungi della buona musica

metti una foto significante

un disegno coinvolgente

la poesia è arte

non è arte

è e non è

scrivi, scrivi, scrivi

scrittura creativa

corsi di poesia

devi cercare le cose semplici, parla di cose

banali che tutti possono comprendere

non usare troppi infiniti

perché la poesia non è canzone

(are ere ire amore cuore dolore sudore)

la poesia è un enorme bluff

sono le ali della libellula che sembrano volare sulla tua spalla

a distanza d’anni non comprendo ancora

se i consigli e le verità sono la stessa cosa

se coloro che leggono scrivono pure

se il segreto è dietro gli infissi di casa

o nella biblioteca di quartiere

se la poesia sopravvive nelle semplicità

o la farsa l’ha colta di sorpresa

come girarsi pollici scoreggiando sotto la luna tagliata

se la bruttezza la schiaccia al muro

la poesia si smarca svapora sublima

condensa di nuovo nel senso che disperatamente

cerca. allora non ci sono parole nè musica che tenga

disegno, arte, tecnica, vocabolario

la pagina ti corre incontro

s’apre come un fiore la poesia

nella tasca dei pantaloni

sui coppi, in alto dove non vedi

e anche tu

ne fai

improvvisamente

parte

come petalo

forse anche pistillo

colore forma sapore

di trasversale infinito.

sconti stagionali

ora renditi conto
che non c’è sconto:
l’idraulico non vuole
la fattura e nel tentenno
c’è sicuramente
iattura, calunnia, onore
vilipeso, impulso arreso.
nel mio viso giovane
ci sta la volata, ci sta il peso:
l’ossimoro non è voler
cose diverse
ma volerle entrambe.