bidet dove sei?

vai a sapere perché
nelle fabbriche pure recenti
non trovi mai
il bidet nei bagni
forse i padroni non tollerano
operai puliti
credono
che l’operaio perda troppo tempo
a farsi bello, cromato e igienizzato
dalla produzione già edulcorato.
vorrei comunicarlo al sindacato
che l’operaio che ha cagato
non è appestato, poi esasperato
deve darsi necessariamente una pulita
recente conquista della civiltà capitalista
carta di giornale di partito, carta ottica
schemi diagrammi
le mutande lo pretendono
il bagno non è solo
una toeletta di dignità
è momento di santità:
potere al popolo
liberi e uguali
battaglieri con bandiere rosse
bella ciao bombe carta
anche nei cessi
conclamati sporchi
fascisti reazionari!

scusi, ho un male cane, dove posso estrarre una morale?

uh, hai visto in televisione
tutti quei politicanti mostri?
hanno vinto tutti, nessuno escluso
nessuno perde e nessuno va a votare
perchè il maschio medio italiano
non trova lavoro, sotto i 25 soprattutto
la femmina invece non trova
più il sex symbol che la fa sognare
(i politici sono brutti quasi sempre
dentro e fuori, diciamolo).
tutti hanno studiato la tecnica
dimenticando l’umanità
che chi sa come muoverle le mani
è già a metà dell’opera
chi pensa perde tempo
eppoi s’arrovella e i panni sporchi
si lavano in casa.
il popolo non crede più nella politica
e pensa all’uomo forte
che raddrizzi
la penisola al volante
la penisola delle spiagge affollate
del divertimento illimitato:
a tutte le età, a tutte le ore
c’è un uomo felice d’esser contento
quanto è assetato di democrazia.
qualcuno afferma che un paese
che dimentica la storia
non ha futuro. cazzo,
io mi sono già scordato
che cosa dovevo scrivere…

dove te ne vai?

per sempre non si ripete
la fiamma, termina il combustibile
o il comburente: sfacciata solitudine dell’eterno
non mi comprendi. come l’amaro
dopo un incredibile pasto lussurioso
vivrà di me solo un ricordo, forse.
o l’idea di quello, in un ricciolo
del figlio o nella perdizione
della luce sghemba tra le tenere verdi
del quadrifoglio e nella postura lenta
di una roccia debole e casereccia. franano le eterne
cimata l’illusione, tutto termina
come questo verso senza punto

dove sono finite le lucciole?

c’è la naturale propensione
al soliloquio, come stando al buio
sorridersi. ma c’è anche la calma
piatta ottobrina e le lucciole spente.
come le nostre passioni.

campagna ognindì

pioggia così abbondante

abusivi laghi di campagna crea

gatti infreddoliti affamati di lucertole

che fan da bagnini a bagnati calzini

nella promessa d’un tepore maggiore stesi.

soleggiata paglia di covone

tensione e possanza d’aratro

ah, splendida pacifica campagna

ogni dove tue spore di sacro rilasci

e non menti mai, è che ti siamo debitori.