buio, notte alla finestra

le aperte stanze
è tutto un vociare
dei fiori i profumi.
mi metto da parte
e ti metto sull’altare:

tu vai a dormire
io resto ad ascoltare
il verso del gufo
che pare un antifurto

non avrò nulla da dirti
preciso resto all’ascolto
seduto alla finestra
son curioso del mondo
ch`avanza nella stanza.

mi verrebbe da dirti
ma non mi dedicherò a te
perché il polline satura
la nostra occulta natura:
i fiori incauti nella città folle

annoiarsi alla finestra

ora c’è la guerra in siria
inimmaginabile situazione
piangono i portatori insani
d’informazione
l’inchiostro dei quali
li fa servi obbedienti
degli speculatori squali
un tempo si parlava
della sola palestina
domani mattina
forse nevicherà
o forse pioverà
chi lo sa
nemmeno il dio
che fa la guerra, non perdona
spadroneggia
fa fuori donne e bambini
anche quelli più piccini
sa per certo
quanto è vario
il tempo
nel dinamico
universo.

dalla finestra

qui sto con la finestra
spalancata, caldo infernale
gli occhi fissi a puntare.
attendo il ritorno tuo
che poi oggi non è la prima
volta che i ruoli
scambiamo:
gira che ti rigira
trotta e riversa
aumentando e dimunuendo
si torna al punto
che di nuovo é partenza.
sfacciata nostra
assente presenza.

filati

piccoli origami

come diapositive

ho creduto alla vita

come a fili sottili

intrecciati di capacità

ora guardo fuori dalla finestra

un autunno strano, tiepido

con aria gelida. guardo

e non vedo quella sarta

che quei fili ha intessuto.

.

a Simon James Terzo

sobrio come il tuono

ed il cielo diviene
un gelato grigio
indistinte nuvole
silenti, perlacee. melassa
involuta -gomitolo avviluppato.
poi cerulea. alla finestra.
quindi stracciatella
stellata, millantata
romanticheria depredata.
col capo reggo tutta
una serra avversa,
un’idea talmente
diversa, che…
vieni al largo
della mia terra
fulmine a cercarmi:
m’ avvincerai tremendo,
io solo, con un diavolo
per capello.