linee di fiori

innesca la fotosintesi la luce sulle foglie
accecante sgargiante flusso d’elettroni
pochi giorni e le maree di petali fioriti
saranno barocca linea nel cielo terso
il giorno luminoso lieve parrà diverso.

pane e fiori

la forza della borghesia è nel non aver più nemico
la forza della ragione comprenderne
il limite. quando la follia
sarà palesata, la bilancia smembrata, non serviranno parole
sofismi, eroismi: pochi saranno utili
pochi rimasti, se stessi. gratis e
moriranno liberi, fatalmente, con un fiore tra i capelli, come mai nati, fortunati.

affermazione

se i fiori sono così

definitivi

allora questa vita

ha sapore a metà

e le pulsione sgorgano

lente come lumache

la danza non ha fine

il premio è carne e carne

e non mi va di sudare

ed immaginare.

voglio vivere.

susseguirsi

memorizzo la forma, i colori dei fiori

è inverno, non c’è spazio per la frenesia della vitalità-

nella stagione fredda i fiori sono la mia vigorosa stufa a carbone.

confermo e riconfermo i petali, uno ad uno, come scrigni

annuisco divertito al polline fresco, dolce

che mi scava idee nella testa fredda, umida.

senza  fiori come farei a passare vivo l’inverno?

memorizzo quest’esplosione di vita consegnata alle api zampillanti

con idee fredde, febbricitanti, non c’è via d’uscita:

segue sempre alla deflagrazione un silenzio assordante.

turbinio e catalessi

cincischio di merli

turbinoso sconquasso dell’auto

ed in mezzo tutta la terra

e le radici profonde, mistero.

non ci sono bambini a rivelarlo,

il mistero, perchè? c’è troppo silenzio

nel tempo fulgido

del preludio ai fiori, al tepore

della rinascita. c’è troppa omertà

nella gioia, perchè?

scommessa gentil

oggi scommetto, dalle tue arie vanitose,

che hai fiori nelle tue parole e potenti radici

nei tuoi pensieri laici, dimmi ancora di te

incantevoli amoreggiamo nelle calde emozioni.

fasciami d’inconclusioni, voli pindarici, estreme unzioni:

sei così donna che mi fai sentir piccino piccino.