Foglie

Secche già le foglie
rantolano precipitando
senza peso sull’asfalto
come una fusione acceso.
Il giorno accecante marcia
riprende pur se offeso:
un baratro eppoi un faro.
T’attendo con Tchaikovsky
brucia come una fanfara
accarezza come filato
è tutta nostalgia
che preme nel cuore
quella vecchia serata
sotto un labile lampione:
sospirasti come un velo
od io a te -non ricordo bene
tu sei il futuro nostro

una sera stuzzicando le parole

sono ferme foglie stasera

non un sussulto. magra

consolazione il fremito

della clorofilla nel carcere

del traffico aereo e nel basso

bordone d’automobili. già

scomparsi i passeri

piccioni monotoni.

e i vicini? quelli non servono

vecchi, malandati

(la notte lo sento mille volte

dal letto

chiamare la moglie -malattia

sonno, sordità). è

così che si finisce spesso

da dove si era cominciati.

l’emozione

vien dal minuto

la forza ed il canto

della materia

che s’erge luce, pathos.

dal medesimo

anche la patologia:

ma è stessa fonte

energia

come sollevar il firmamento

con leva, struggersi

puntare al sole

aree ergersi

completi: foglie

radici e tronco.

 

occuparsi della felicità

cerco lavoro

come uno schiavo

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