una sera stuzzicando le parole

sono ferme foglie stasera

non un sussulto. magra

consolazione il fremito

della clorofilla nel carcere

del traffico aereo e nel basso

bordone d’automobili. già

scomparsi i passeri

piccioni monotoni.

e i vicini? quelli non servono

vecchi, malandati

(la notte lo sento mille volte

dal letto

chiamare la moglie -malattia

sonno, sordità). è

così che si finisce spesso

da dove si era cominciati.

l’emozione

vien dal minuto

la forza ed il canto

della materia

che s’erge luce, pathos.

dal medesimo

anche la patologia:

ma è stessa fonte

energia

come sollevar il firmamento

con leva, struggersi

puntare al sole

aree ergersi

completi: foglie

radici e tronco.

 

occuparsi della felicità

cerco lavoro

come uno schiavo

Continua a leggere