prati

affilar l’erba l’inchiostro colorando:

ciò sconvolge, ammalia

per non esser più balia

ma di luce esosa regalia.

così abbaglia tanto l’amor nell’aria.

legami potenti

c’è la bruta forza muscolare
che spiana la strada ai sentimenti
ed una forza molecolare ch’allontana
e attrae a seconda che il fiore del tuo viso
sia ambra o inchiostro nero d’infuocato polpo.
questa natura magnetica che studia
i movimenti, li appiana come un magistrale
mattarello d’azdora, li amplifica come un corno da caccia
intonante cuciture e legami chimici furenti, milioni.
così la rete tra simili fa come la spugna e la lamina:
si stende, diviene silenziosa, discreta
ma violenta, mutua reale realtà intramolecolare.

inchiostro

amletico dubbio:
scriver di che? c’è vuoto
dietro passi, le occhiate
l’orco del nonsense e
le maniche levate
che comporre necessita
sino al gomito; che poi fermo
s’incricca, ritorce, contorce
s’annebbia, scricchiola, cigola.
boomerang il dubbio
che tutto l’inchiostro
sta dentro il pozzo,
senza parola.