l’intelligenza

che gran rumore
fa l’intelligenza
fa più rumore
della baionetta
dell’azione militare
sulla folla, dello stupro
del folle, del serial killer
che morde, del dittatore
delle folle. eppure
l’intelligenza non allieta
è spietata, quindi ingrata:
perché è anche dietro
il male, lo dirige
perfino lo nobilita
gli dà quell’ossatura
che data non ha,
ma è anch’essa
dura, aspra natura.

superiore intelligenza

l’umano non avrà il coraggio
di dirsi basta e terminare
cosí come incominciato:
l’umano s’è inventato
più nobile e bello del creato
l’umano da pedina
è pedinato e s’insegue profugo
nell’insensato: tutta questo bello
nel cosmo dove l’ha trovato?

i sassi nella testa

ma nella testa che c’hai, i sassi?!
così gli urlava ad un centimetro dal naso,
sputacchiando, l’amichetto. poi si ricominciava
colle bugie, i finti baci, le sciocchezze stupidine
a pochi passi, per le ragazzine -candide,
fresche come neve, vita nuova, promessa.
la gioventù l’ho vissuta anch’io così a tratti,
sincopi: ceffoni, cadute, spintoni, ginocchia sbucciate,
sanguinanti torrenti ed ematomi silenti.
lacrime di coccodrillo, urla pungenti, esagerate
roventi, pandemoni massacranti e silenzi
avvolgenti. quel bambino non aveva un intelligenza
brillante quasi certamente, non si meritava
per nulla al mondo quel trattamento infame-
così simile a noi, agli altri prima:
non eccelleva, mediamente a galla come la pulce
sull’acqua, ma la pulce sull’acqua danza ed io
ho scritto questo per fare ugualmente
ricamo di gioia, senza rimpianto.

mortalità

mio padre nell’urna nera sul mobile in alto, la guardo
sono persino felice, scoppierei a piangere
(lui mi leggeva, non parlava).
stiamo assieme ancora con la musica
un buon libro, l’intelligenza del silenzio:
come continuasse lo scambio.

sudditi, capre e cavoli

patetica ignoranza la tua
come degli italici tutti
uni contro altri
a menar vuoti e
favori. ignobile
caccia al feudo buono
alla spintarella
come se tutta una vita
d’individuo non fosse
che solo propria
e non polipo
d’intelligenza collettiva,
aggressione al regresso
ragnatela d’interazione.
sempre il progresso
è comune
come l’opposto,
la spintarella
del fiato padronale
lauta tintarella.
homo italico
così volgo
così caprone.