leggi e poi copia

ricordarsi d’aver vissuto
anche per gli altri.
nel dormiveglia celebrando
un desiderio per davvero.
dimenticarsi d’esistere, per se stessi.
elaborare il lutto
per non tremare come sassi.

le leggi del creato

la dinamica ordina
muoviti
qualunque sia
il momento, in ogni contesto
anche nel movimento
ci sarà un principio.
tuttavia
è la statica
che svela, anela:
nel fermo
c’è il pensiero
ed il costrutto
che si costruisce.
io ho sempre amato
la statica
perché i corpi
per lungo tempo
ho preferito nell’equilibrio
amarli e idolatrarli, ma non servirli.
e sono stato costretto
al movimento
anche quando volevo
starmene fermo:
non per pensare
per sentirmi vivo.

borghesi piccoli piccoli

mi leggi nel pensiero,

tu sorridente,

nei vuoi trarre il siero

tra mentite spoglie

ed il faceto, io serio serio

maniacodepressivo

come un cero.

chiamarti ingegno

senza sdegno

tra i panni sbucati

lindi e gli scranni

invertiti, sul tavolo

candeline, puliti.