ragioneria di stelle

è che il mattino della domenica
sto già male per il lunedì.
non il venerdì sera, per esempio
carico di promesse. il mantenerle
sarà glaciale imperscrutabile ragioneria di stelle.

sotto sopra.

oggi sotto le poesie di dan fante ho trovato il tuo respiro

sotto il cuscino ho trovato il tuo collo dolce

ed un pensiero (tipo quando la smetterà di trascurarmi

e preferirmi la letteratura anche sul divano…)

sotto le magliette una gioia composta, inattesa

sotto il divano molti aggettivi inutilizzati e verbi stanchi.

oggi trovo soprattutto sotto, sarà che sopra c’è quel silenzio

assordante, domenicale. non mi piace la domenica,

preferisco di gran lunga il sabato, specialmente il mattino.

pare così pieno di promesse.

dignità?

nato presto
il mattino
quando uccelli
avviano il canto.
attivato il pianto
presidia l’urlo
sempre più
sempre più…
oltre.
interludio
dei tanti
seguenti schizzi –
ingiuriosi –
di fango.

il futuro è già un passato

mi chiamerai presto
al mattino, col sorriso forte
del vivo. avrai le mani occupate
d’amore, altro tra le gambe
sospiri e odori di seme.
pallore stupefatto
di bel creato e saliscendi
d’umori, carezze, languori.
il confronto parlerà
nuovo di cose già dette, del farò.
si perpetuerà senza troppa poesia
molto sudore, odore, calore
stridore d’occhi cangianti.
e quando pronuncerai il mio nome
sarà cammino scalzo e tronfio
nell’eternità concessa.

Dimenticando

Si chiama già il mattino
la sera, per refrigerio.
Con le cicale si fa caciara
per dimenticarsi.
Mio sudore, un lago
sulla tesa pelle
come un tamburo:
danza della pioggia
per sopravvivere ancora.