*

Bimbo mio ho la mano
sul tuo cuore
giovane e bollente
il tuo respiro avverto
quando deglutisci
e prender sonno vuoi
giochi con la peluria
del mio braccio
poderoso ti cinge.
Tuo padre ti vuole
un infinito bene
e tu t’addormenti.
Dolcemente.

criticamente tuo e suo e mio, vostro

s’augurano vita
morte e miracoli
della poesia: la poesia
non esiste più

la poesia è in salute
la poesia qua
la poesia là
li vedo nei talk
col tank della Kultura
un bollettino ogni anno
un libro ogni anno
per dimostrarlo
con l’infallibile mira
del critico poeta
delle arcane parole
sprona talenti
come agrumi
e mentre s’affannano
c’è qualcuno là

a lume di led
nella sua camera oscura
liquidi e sostanze
tenacia e costanza
altruismo e voglia di non morire
ed illuminare
l’aldiquà.

figlio mio

figlio hai negli occhi stupore
la forza nelle braccia per l’immortalità
d’una pura, candida esistenza

hai purezza e la resistenza
ricci capelli capricciosi
hai questa energia tutta tua
che dimenticherà me
madre, il genealogico, resoconti
senz’operazioni, derisioni

manutenzioni:
figlio mio hai la forza viva
e potente
hai la fronte capace
di sollevar pietre
sotto scovarci splendente
luce d’universo.

oh mio dio, io

dio io non te ne voglio
ma tu applicati meno
te ne porti via migliaia
in un baleno. lo so, dio:
c’hai creati per lo sberleffo
tuo e del tuo speculare
con lunghe corna e zoccoli
partita combattuta
a monopoli: c’hai inbroccolato
con l’umanità e l’aldilà
a lato, segno ereditato
d’un destino intestino
d’una morale acquitrino.

il mio amore

il mio amore
sta al balcone
quanti sogni
quanti bagliori
si libra nel vuoto
d’un mondo immoto
l’amore mio come farà
sta lì come niente
è venuto, andrà.

a mio padre

padre mio

contrafforte

della morte

(tutta nostra

speranza,

egoismo

ad oltranza)

.

la carne

putrefà

lasciando

odore d’anima

buona nella casa

di timbri novelli

.

(tirami se vuoi

i piedi

nella notte

lunga, cupa

e lorda)

.

padre sei contrafforte

dei miei neuroni

(esalta

la mia neutra

solitaria vitalità)

.

diluiti nel cocktail

originale e perpetuo

del gioco ricopiato

ed ingenuo

.

T’amo

tanto

quanto

sono

di te.

.

.

.

.