"poesia" yoklux

Luca Parenti, poeta a tratti. La poesia non è un museo delle cere e non è un pranzo di gala.

Tag: mondo

cittadino del mondo

la città è un motore ingolfato
indossa un burqa suo malgrado
cresciuto in metro quadro d’asfalto
ho fatto tutte le scuole tra un parco
e negozi d’alimentari che ora son altro.
e non riconosco nessuno
anche se guardo negli occhi ognuno
sono mio malgrado
cittadino del mondo
se almeno l’avessi voluto
ehi, non lo dite a nessuno.

Annunci

davanti al terminale dietro il mondo

son davanti al terminale
son giunto forse al finale
non ho nessuna voglia di lavorare
per far arricchire
quell’uomo capita sorridente
che ogni tanto si scorge
senza accorgersene
nei corridoi bianchi spogli
son davanti al terminale
vedo il mio viso specchiato pallido
assente senza evidenti pensamenti
non mi piace, non è il mio è patente
me l’hanno trapiantato
per sembrare tra uomini beato.

tutto nel mondo è burla

baluardo la crescita
millanteria più delle volte:
la caduta dietro l’angolo
e l’esposizione al pericolo:
tutta una vita davanti
dietro un deposito polveroso
d’uomini che hanno fatto
hanno tentato, hanno creduto
hanno odiato.
è tutto un grande bluff
e tu assecondalo
maturando senza capelli
con l’ernia, il cuore debole
la gastrite, l’artrite
l’insonnia, la pelle macchiata
il tumore. oggettivamente
una pacchia, non c’è che dire.

il mo(n)do là fuori è terribile

desiderare l’indesiderabile
morti e sepolti ci rende.
il premio pospone, l’idea gioia
è la macelleria del desiderio
che ci vorrebbe vivi ed invece ci snatura
preclude ed allude.
è così dal prima al dopo
non ci rendiamo più conto:
tutta pubblicità
servizietti per ricche corporation
morti che camminano, giganti nani.
questo il mondo che vogliamo?
ce lo teniamo bello stretto
sino all’orizzonte ampio
del senzatetto.
è qui la festa?
no no, neppure nell’alto dei cieli.

il paese più bello del mondo

la mignotteria d’un paese
che occulta la bellezza
è schiaffo forte, vero, annichilente.
dolore d’appartenergli potente
pure nel baratto:
continua ricerca di moneta
privo del tutto d’una meta.
sprofondati ed affondati
nel profitto ad oltranza
voce unica, aspirazione, pulsione
privi di carattere, sostanza.
lerciume nel costume
riempirsi la bocca di promesse e inesattezze
occultando patrimonio nelle cantine
sotto braghettoni, baldacchini e tendine
estingue la bellezza
non si libra più da terra
resta solamente monnezza.

mondo robotico

non guardi più dalla finestra

origli, spii

solo piatti d’asporto

tanta tanta televisione

calma piatta, rassicurante

fai l’autolettura, i bonifici con internet banca

muri, intercapedini, isole di dietrologie

dai qualche indicazione dietro la cancellata

sempre fioca voce citofonica

relazioni via cavo

guardi gli aerei passare

scie chimiche restano fuori da casa, pensi

qui sei al sicuro, niente ti turberà

niente t’impressionerà

sembrerai quei cartelli ammaccati lungo le strade

piegati ed arrugginiti

quelle poche cabine telefoniche

e uomini ingobbiti e sporchi

con le tutacce arancioni, gl’occhi stretti come fessure:

indicazioni e inversioni continue

per arrivare nello stesso posto di sempre

senza ammaccature, graffi, battibecchi

piacevolezza, spiacevolezza, ambizione

qualsiasi.

 

giro giro tondo casca il mondo

ci rigiriamo le dita

è che manca una meta,

tutti gli esploratori

hanno una finalità

terrena. c’atteggiamo

ci scontriamo per un annullamento

ed ogni sisma è meritato.

quando ci muoviamo tanto

convulsamente

schizofrenici avventori

allora penetriamo in noi stessi

come chilotoni ammazza cristiani

e incontriamo simili

per cancellarli.

non c’è tanto spazio al mondo

per tutta la violenza, l’arroganza.

beviamo una pinta

l’unica consolazione

ed una sciarpa, là attaccata, dimenticata

qualcuno si deve essere dimenticato del gelo

per una volta.

tutta la carica del mondo

tutta la carica del mondo

cade addosso

come fredda acqua piovana

furente tagliente tramontana.

scivolato sulla bella carta muta

l’inchiostro nero

schiude nell’impressione

come quell’acqua, intemperie

calda. è verso sincero.

tutto diverso, tutto uguale

quante cose cambiano e quante volte

perchè tutto sia come prima. fissità.

ostinatamente si siede davanti

al giardino ed il suo sguardo

si spinge nell’orto fiorito-

fiori candidi di patata

rampicanti di cocomero.

la mattina è solo al principio.

non è lo stesso per il vecchio:

le sue lenti così spesse gli hanno

alienato il mondo.

…senza titolo…

ho un attimo grande come tutto il mondo

per l’acqua ritornante (tutto ridiventa:

come il sangue dal donatore

l’ispirazione dal quadro fisso secolare

il colore dall’arcobaleno appeso, liquefatto come Dalì

le interiora in un pasto senza tempo, senza danaro) sembro

questa nuova consegna dall’alto

anche se prima o poi sarò, come regola, beato commiato-

oggi, giorno fulcro di schiamazzo temporale:

precipita l’acqua

ticchetta, preme

sulle foglie, i tetti,

idrata le rosolate marsigliesi

in fretta, picchietta;

sfiora per sua presenza

gli assi cartesiani del tempo, tormenta

per peso e sostanza.

forma corolla di puri umori fulgidi tardivi

corona turbolenta di vapore freddo, pigia sulla capoccia

calda, non fa

ch’evaporare qui: pioggia riconsegna

il sorriso candido

la mano umida di pace

che la terra da sola m’ha tolto

abbandonandomi

tra un’idea di cielo

e la radice bitorzoluta del seme nel fondo denso

ferroso, di lombrico.

ed io non sono pianta,

non dico-

anche se nessuno

crede. apparendo

e dormendo farò

l’idea che serve

a farmi ritornante

nella mente fredda.

algebra infantile

se mi chiami

Leggi il seguito di questo post »

SUSSUKANDOM

punk blog, situazioni ed altre porcherie contro ignoti senza spirito

CONCORSO NAZIONALE UN MONTE DI POESIA

CONCORSO NAZIONALE UN MONTE DI POESIA - poesia in terra d'Amiata -notizie sul bando e archivi poesie premiate

Francesca Dono ilgrovigliodeirampicanti

al poeta l'ignoto e un'ombra nascosta in ogni stanza

LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Pino Soprano

La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

"...e poi Letteratura e Politica"

La specie si odia. E mi permetto di aggiungere: "A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì; altre volte di coppie sì, ma non d'amore, e è il caso un po' più ordinario". R. Musil, 'L'uomo senza qualità', Ed. Einaudi, 1996, p. 1386. Ah, a proposito di 'relazioni': SE APRI IL TUO CUORE SI TRATTA DI AMICIZIA. SE APRI LE GAMBE SI TRATTA DI SESSO. SE APRI ENTRAMBI E' AMORE

I lacci che legano

Vivi le domande ora

bogpan - блог за авторска поезия

блог за авторска поезия

Marco G. Maggi - Nuova Itaca

Se dall’onda del pensiero riaffiora qualche indizio riportami voce nei luoghi immemori dove nacque l'idea

Quanto basta...

Riflettere, condividere pensieri. Senza esagerare. Quanto basta...

UNO STRANO POETA

Quando la poesia incontra la vita di un ragazzo

Alexandra Bastari

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata.

Unterwegs

In cammino

Intermittenze

"Ti lascio una cosa, una prosa, una tentazione, un'occasione, uno scampo di dolore, un ammutinamento,, un'eutanasia preventiva non ancora necessaria "

Brezza d'essenza

Quando scrivo dimentico che esisto, ma ricordo chi sono.

ilcollomozzo

FU ALL'INIZIO UNO STUDIO. SCRIVEVO SILENZI, NOTTI, SEGNAVO L'INESPRIMIBILE. FISSAVO VERTIGINI. A. R.

Parole & Carriole

Poesie D'Amore e Trucioli Di Libertà

amilgaquasino

A.A.A. Cercasi (un modo vecchio come il mondo per mettersi sul mercato)

Sogno Diurno

(la poesia è sogno diurno)

Neobar

"Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli." Pasolini

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

Rosa Frullo

Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

Angela Francia

LA DITTATURA PERFETTA AVRA' LA SEMBIANZA DI UNA DEMOCRAZIA, UNA PRIGIONE SENZA MURI NELLA QUALE I PRIGIONIERI NON SOGNERANNO MAI DI FUGGIRE. UN SISTEMA DI SCHIAVITU' DOVE, GRAZIE AL CONSUMO E AL DIVERTIMENTO, GLI SCHIAVI AMERANNO LA LORO SCHIAVITU.

formavera

rivista di poesia e poetica

Non di questo mondo

Nel mio taschino c'è tutto quello che va conservato per non andar perduto.

Michelangelo Buonarroti è tornato

Non ce la fo' più a star zitto

Un cielo vispo di stelle

tentativi di prosa e di poesia

Memorabilia

Mille sono i modi di viaggiare, altrettanti quelli di raccontare.

sibillla5

forse poesia

Paolo Valesio

A Plurilingual Site for Creativity and Criticism

salone del lutto

«Se tutti moriamo o ci perdiamo è perché il meccanismo del mondo si basa sull'estinzione e sulla perdita».

STEREONOMONO

Classic Audio and High Fidelity

Musica & Musicologia

Musicista non è chi solo suona ma chi anche pensa in musica

Irene Rapelli's writing

(Il cielo stellato dentro di me)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: