mille occhi

negli anfratti
della buia città
mille occhi ci sono
spuntano come fuochi fatui
pungono come api senza miele
negli anfratti sozzi
urinati, immerdati
ci sono coscienze pulite
cuori buoni
crocifissi dall’indifferente
derisione del mondo.
quando la notte
vi rimboccate i caldi
profumati piumoni
assaporate il silenzio
drammatico delle strade
congelate, la luce fioca
della vita che si spegne
esaurendosi timida
nei vicoli appassiti
intrisi di rabbia
e violenza.

giorno di notte

col vaso d’eco il fiore secca

voci scompaiono nuovamente

come stanotte nebbia

si chiama dormiveglia

col sudore, rughe, a terra

bianchi capelli.

e viene cielo,

che non solo agli occhi miei

basta.

un oceano senz’acqua

hai troppa passione

toglila.

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il futuro è già un passato

mi chiamerai presto
al mattino, col sorriso forte
del vivo. avrai le mani occupate
d’amore, altro tra le gambe
sospiri e odori di seme.
pallore stupefatto
di bel creato e saliscendi
d’umori, carezze, languori.
il confronto parlerà
nuovo di cose già dette, del farò.
si perpetuerà senza troppa poesia
molto sudore, odore, calore
stridore d’occhi cangianti.
e quando pronuncerai il mio nome
sarà cammino scalzo e tronfio
nell’eternità concessa.

Mercy

.

…………………………………………a Marvin

.

si chiama Mercy, ha quest’occhi tristi
che la notte è luminosa come la giada
e l’acqua torna alla fonte, sgocciolando.
si chiama Mercy, ha due anime ardenti: con una
ci cuoce gli spaghetti. al dente .con l’altra
semina cuori maltagliati lungo le rive di amanti
svogliati ed assentati, perchè tutto l’impegno
per una donna sola è sprecato -pensano.
Mercy ha allontanato il suo cuore dall’amore
recitando poesie monocrome col solo suo nome.