uccidete i padri

i padri vanno uccisi
una volta per tutte
e non vanno riesumati
se non nelle letture
nelle mani, nei solchi
lasciati dai pianti bui
e dalle risa assolate.
e quando vengono
i santoni, i vati
lasciate il campo
alle vibrazioni correnti
all’interpretazione
alla soddisfazione
esaltata dal vostro senso
all’entusiasmo contagioso
alla luna nuova
coi vecchi crateri
che è poi quella di ieri
col taglio presente
e speranza: che brutta
parola speranza
è come non si potesse
vivere degnamente
qui, ora. adesso.

a tutti i padri

la risacca sorda dei tuoi nomi, eco

pazienza ancestrale dei tuoi prossimi

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