datemi del pane

datemi prima il pane
sono l’uomo nuovo
inesorabilmente vecchio
bolso negli istinti
maligno negli esiti
istruitemi alla libertà
ha una portata gigantesca
questa conoscenza
e con la scienza
piegherò carne, spazio
e tempo. ma datemi
prima il pane
sono un uomo
sono carne aggettante d’ossa
non sono dio
sono un piccolo puntino nero
una molecola di carbonio
un debole costrutto d’acqua e pensiero
ed anche se posso
vedermi al microscopio
studiarmi dentro
infierendo su cellule
più intelligenti
non ne so abbastanza
e vi prego
vi scongiuro
non dimenticatemi.

pane e fiori

la forza della borghesia è nel non aver più nemico
la forza della ragione comprenderne
il limite. quando la follia
sarà palesata, la bilancia smembrata, non serviranno parole
sofismi, eroismi: pochi saranno utili
pochi rimasti, se stessi. gratis e
moriranno liberi, fatalmente, con un fiore tra i capelli, come mai nati, fortunati.

un oceano senz’acqua

hai troppa passione

toglila.

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