poesia yoklux

Luca Parenti, poeta a tratti. La poesia non è un museo delle cere e non è un pranzo di gala.

Tag: poeta

a che serve il poeta?

il poeta esteta
non si chiama fuori
è un rubacuori
un operaio che a volte
deve stare al mortaio
è un malandrino
privo di destino:
lo scriverà bene o male
sarà sulla strada
andrà all’ospedale.
il poeta esistenziale
venderà poesie in fiale
i capelli tuttavia
non ricresceranno
fortuna mia
le ore mi vinceranno
non sono professore
non farò tanto orrore.

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il poeta va a capo quando cazzo vuole

—————————————————————a M. Parente

il poeta si veste
strano, è eccentrico e sensibile
il poeta quando è femmina
mette camicie nere
e copricapi neri non alla moda
e oggigiorno
appare più poetico
perchè la poesia è diventata femmina
quando è maschio
si fa i tatuaggi (sempre neri)
si fa crescere la barba nera
fa discorsi complessi con parole forbite
per non dire nulla
come quasi il cento per cento
dei politici
i venditori porta a porta
i testimoni di geova
i preti
i venditori di aspirapolveri
trucchi e sbobbe dimagranti
eccetera eccetera eccetera

e parla di amore
spesso un amore andato a male
un amore non corrisposto
un amore romantico
un amore irraggiungibile

il poeta che sia maschio
o che sia femmina
andrà a capo
a cazzo di cane

è il verso libero
e per questo
sembrerà un vero poeta
fatto e completo
deridetelo pure
il poeta non scompare
anche perché non è mai esistito
e non guadagna un euro:
dimost
rate il contr
ario.

la dieta ferrea del poeta, ovvio

il poeta non è più tra noi
che grande poeta
passata a scrivere tutta una vita
vivendo nel sottobosco
nel silenzio degli addetti
dei concorsetti, nelle consorterie
degli amichetti, quanto puoi
esser vivo quando lo sei
con somma discrezione
ai lati delle nicchie
nella polvere delle soffitte
ma quando sei morto, già
sei il più straordinario animale:
sei sommo immortale.

in memoria del poeta

il dolore del poeta
è del mondo dolore
quando s’uccide un poeta
la civiltà è più assetata
stralunata e barbara:
si ridesta da un sogno
subito l’incubo: ignari
orde d’uomini
camminano non piú
diritti, in ogni direzione
senza occasione.

fare il poeta

far il poeta è roba
di muffa, rimpianti
d’aggettivi arcani e distanti
dei lineari diffidate
della moda del racconto
non c`è modello, né rovello
né suono: libero verso senz`eco.

una al poeta

il poeta è sdentato
il poeta è povero
s’affagotta di stracci
non si lava,
non vuole un lavoro.
non vede la realtà
è miracolato.
non è un alieno
non morde.
il poeta è sacro
e santo.
quando pensi alla natura
tutta, pensa anche a lui
uomo sovranazionale
sovrannaturale e circense
che non sa, ma tenta, non mente.
poeta non si diventa, si dimentica.

Quanto basta...

Riflettere, condividere pensieri. Senza esagerare. Quanto basta...

UNO STRANO POETA

Quando la poesia incontra la vita di un ragazzo

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata. Lo pseudonimo è uno strumento ed è confusione, è uno strumento per confondersi. ("Sii sempre un poeta, anche facendo prosa.” - C. Baudelaire)

Unterwegs

In cammino

sovrasenso bisbigliato

"quando ti sono postuma ti ritrai negando il nesso tra suono e pensiero pensato." (Anna62)

Brezza d'essenza

Quando scrivo dimentico che esisto, ma ricordo chi sono.

ilcollomozzo

FU ALL'INIZIO UNO STUDIO. SCRIVEVO SILENZI, NOTTI, SEGNAVO L'INESPRIMIBILE. FISSAVO VERTIGINI. A. R.

Parole & Carriole

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(la poesia è sogno diurno)

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"Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli." Pasolini

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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Costringimi, ma lasciami andare. Vieni anche tu, se no faccio da sola!

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